Tartufo: perché, come e dove mangiarlo

Con l’arrivo dell’autunno non si può fare a meno di pensare al tartufo e alle numerose fiere e sagre che, a partire da questo periodo, vengono ospitate in tutto il centro-nord Italia. Il tartufo è il tipico alimento che genera un rapporto di amore/odio nelle persone, ma che non lascia nessuno indifferente. L’odio si prova nel momento in cui si incontra per le prime volte nei propri piatti: l’odore intenso non del tutto gradevole spesso infastidisce, e non evoca il desiderio di assaggiarlo. Superato questo primo “ostacolo” si inizia ad apprezzare il suo sapore, molto più delicato di quanto si possa immaginare, la sua capacità di esaltare certi sapori e le mille combinazioni con cui ci si innamora di lui.

Perché mangiare il tartufo?

Questo rapporto di amore per il tartufo spesso si trasforma in desiderio ossessivo. Se pensate di essere fuori dalla norma non vi preoccupate, esiste una spiegazione scientifica. Il tartufo contiene una sostanza chiamata “anandamide”, un acido grasso endogeno presente anche in altri alimenti come il latte materno e il cacao, che scatena il rilascio di sostanze chimiche che modulano l’umore e stimolano il benessere. L’effetto è molto simile a quello della cannabis, ecco spiegata la “dipendenza“!

taglioliniTartufotto, Tagliolini al tartufo/ © Claudia Casanova

Il tartufo ha poche calorie: si contano 31 Kcal per 100g di tartufo (gli effetti di eventuali eccessi si vedono nelle tasche non sul girovita).  E’ ricco di fibre e di sali minerali, e il suo consumo associato ad altri alimenti ne facilita la digestione. 

Come mangiare il tartufo?

Esistono 7 diverse tipologie di tartufo commerciabili in Italia, tuttavia la conoscenza comune li classifica in due grandi categorie: tartufo bianco, più raro e pregiato, e tartufo nero, più comune ed economico, nella varietà estiva o invernale (più pregiata).

Il tartufo è un ottimo compagno per diverse varietà di piatti, sia dolci che salati. Mangiare un piatto al tartufo non significa annegare qualsiasi cosa nell’olio all’aroma di tartufo. Alcuni ristoranti utilizzano l’olio all’aroma di tartufo per aumentarne il sapore, ma attenzione a non farvi fregare! 

Ecco 2 falsi miti da sfatare:

  • E’ vero che il tartufo ha un sapore delicato, ma un buon tartufo non ha bisogno di aromi per essere apprezzato. L‘intensità del sapore varia a seconda della tipologia (e del prezzo!). Per questo motivo l’olio all’aroma di tartufo è utilizzato spesso per mascherare una qualità non troppo pregiata.
  • L’olio all’aroma di tartufo diffuso a livello commerciale, nella maggior parte dei casi non ha niente a che vedere con il tartufo! E’ il risultato di una sintesi chimica che produce il bismetiltiometano, una sostanza derivante dalla lavorazione del petrolio potenzialmente cancerogena.

Dove mangiare il tartufo?

Quando si pensa al tartufo il primo posto che viene in mente è Alba, grazie alla fiera che l’ha reso celebre. Il tartufo bianco d’Alba è di qualità pregiata e riconosciuta, ma contrariamente a quanto si pensi, il Piemonte (in termini di quantità) non è il primo produttore in Italia. Una delle principali regioni produttrici di tartufo è la Toscana che, grazie alla sua varietà territoriale e alle condizioni climatiche, produce grandi quantità di diverse tipologie di tartufi. Anche l’Umbria è nota per una discreta produzione, insieme a Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, ecc.

Dove mangiare il tartufo a Milano?

Semplice, al Tartufotto!

Il Tartufotto è un ristorante in cui si percepisce una grande competenza e passione per il tema tartufo. E’ un luogo in cui ogni portata viene descritta in modo professionale, condividendo tutta la conoscenza e l‘amore per questo alimento.

mousseTartufotto, Mousse di mango con tartufo/ © Claudia Casanova

La creatività è la base di ogni piatto! Se pensate di uscire nauseati da una cena a base di tartufo dovrete ricredervi. Ogni portata è diversa e l’abbinamento di sapori non stanca mai: salumi toscani, burrata, pappa al pomodoro, tagliatelle, tartare di manzo, ovviamente accompagnati da scaglie di tartufo, sono solo alcuni esempi di ciò è possibile assaggiare al Tartufotto.

Ma la vera sorpresa sono i dolci! Non avrei mai pensato di poter assaggiare una mousse di mango con scaglie di tartufo, o un gelato alla crema con miele al tartufo.

All’interno è possibile acquistare diversi prodotti di Savini Tartufi, utilizzati dallo stesso ristorante per comporre i menù; è impossibile uscire senza un vasetto di miele al tartufo o un condimento per la pasta!

Il Tartufotto si trova a Milano, in via Cusani 8 (a pochi passi dal Castello Sforzesco). Per tutto il periodo dell’Expo è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 23. E’ prevista una chiusura domenicale al termine del periodo Expo.

Buon autunno tartufato!

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