Il 2015 è l’anno del Food: ecco le novità e cosa cambierà nelle nostre abitudini

Il 2015 è un anno che sicuramente verrà ricordato come anno del food. Dall’Expo alla moda del Bio, il Km zero e il tentativo di ritornare alle tradizioni (o di rivisitarle).

Il tema nutrizione vede in prima fila l’Expo milanese, caratterizzata dal desiderio di ogni paese di condividere e far conoscere le proprie tradizioni e l’identità delle proprie terre. Se avete avuto modo di visitarla avrete certamente notato la struttura imponente che accoglie i visitatori all’ingresso con la frase “Divinus halitus terrae”; si tratta del Padiglione Zero, realizzato dall’ONU come introduzione all’Expo, pensato come un percorso lungo la storia dell’umanità e del suo rapporto con il cibo, dallo sviluppo di nuove conoscenze e tecnologie, al cambiamento dal mondo rurale alla società metropolitana. Coltivazione, tecnologie introdotte nel corso dei secoli, allevamento, rivoluzione industriale, nascita delle città metropolitane e sprechi.

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Ripercorrere e rivisitare questi periodi storici dà una maggior consapevolezza del momento storico attuale, ciò che succede oggi, un tassello probabilmente da aggiungersi alle fasi rappresentate dal Padiglione Zero. Tanti alimenti ormai sono vittima di processi industriali e sostanze chimiche, e hanno via via perso il loro sapore originario. Nascono innumerevoli teorie (non sempre scientificamente dimostrate) su ciò che risulta dannoso per l’uomo, dal grano modificato ai danni causati dall’assunzione dei carboidrati, solo per citarne alcune; teorie che si diffondono in modo virale e trovano tanti sostenitori, con un elemento in comune: il desiderio di ritrovare gli antichi sapori e di essere consapevoli che ciò che si mangia è naturale e sano.

E’ proprio per questo che nasce e cresce la domanda dei prodotti biologici autentici, una domanda causata della difficoltà di trovare sul mercato alimenti paragonabili a quelli dell’orto (specialmente nelle grandi città). Vengono creati e sviluppati tanti nuovi servizi che hanno proprio questo obiettivo; la nascita di start up in campo alimentare non è mai stata così elevata come in questo periodo.

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Non si tratta di un semplice ritorno al rurale, è un ritorno alle tradizioni sposato alla tecnologia e al mondo attuale; è la voglia di sfruttare i potenti mezzi disponibili, dal mondo digital alla sharing economy, e mixarli ai processi di lavorazione più tradizionali per creare una nuova tipologia di offerta.

4 modi di vivere il nuovo concetto di Food:

  • Orto in città:

Ormai nascono e crescono ovunque. Qualsiasi giardino pensile, zolla d’erba o spazio non cementificato viene trasformato in un “orto urbano”. In questo modo le città sono più all’avanguardia e i cittadini sviluppano un forte senso di orgoglio dovuto alla consapevolezza di fare del bene per il pianeta e poter mangiare sano. L’orto in città può essere di diversi tipi: spazi comunali messi a disposizione dei cittadini (generalmente noleggiati), o la creazione di un vero e proprio orto sul balcone delle proprie case, partendo dalle spezie più comuni fino alla coltivazione di pomodori, zucchine, ecc.

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Questo ha creato una maggior necessità di informarsi sui processi di lavorazione della terra e trattamenti da applicare. Nascono quindi blog dedicati al verde, corsi formativi ed educativi svolti ad esempio al Mercato Metropolitano di Milano, fino ad arrivare al personal trainer degli orti creato dalla Coldiretti. Di seguito alcuni esempi:

http://www.orto-urbano.com : questo sito vende il kit per creare l’orto urbano direttamente sul tuo balcone. Sono disponibili 3 dimensioni o la versione da parete.

http://www.greenme.it : è un magazine online molto completo che tratta tutte le tipologie di argomenti green.

http://www.giardinaggio.it : una vera e propria bibbia del giardinaggio e della coltivazione degli orti.

  • Orto in affitto:

Un bel modello di business ancora non troppo diffuso. I produttori entrano in diretto contatto con i consumatori e offrono il noleggio e il trattamento di un appezzamento di terreno (a prezzi accessibili). Generalmente il consumatore viene informato sui trattamenti disponibili e consigliato sulla loro applicazione. Il cliente ha quindi il controllo delle sostanze applicate alla propria piantagione e può monitorare le fasi di crescita e lo stato di salute delle proprie piante. Quando i tempi sono maturi i prodotti vengono raccolti e spediti al cliente.

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Questa tipologia di servizio si sposerà presto con il settore turistico: diversi produttori mettono a disposizione dei pacchetti vacanza per visitare la propria piantagione e imparare le varie tecniche sul campo (la sempre più ricercata vacanza esperienziale). Di seguito qualche esempio:

http://www.leverduredelmioorto.it : consente di scegliere e noleggiare un orto dalle dimensioni e prodotti personalizzati in base alle necessità. Vengono richieste delle informazioni sulla dimensione del nucleo familiare per consigliare automaticamente la dimensione dell’orto. E’ possibile scegliere il tipo di frutta e verdura richiesti, con la possibilità di aggiungere aiuole di erbe, peperoncini, ecc., ed eventuali accessori. Prezzi a partire da € 16,00/ settimana per una cassetta di 3-4 kg.

http://www.biorfarm.com : è un progetto recente che è stato anche premiato da Google. Con pochi click è possibile adottare un albero scegliendo il nome, la tipologia e la posizione. Offrono il monitoraggio dello sviluppo biologico attraverso un account sul sito e garantiscono la consegna dei prodotti entro 24/48h dalla raccolta. I prezzi partono da € 29,9/ anno.

http://www.fiordicarota.it : stesso concetto ma con un sito web meno evoluto. Si parte da un contributo di € 50,00/mese.

  • Abbonamenti online frutta e verdura a Km zero:

Servizio di abbonamento per prodotti a Km zero. Lo scopo è quello di mettere in contatto i produttori locali direttamente con i consumatori. Con un contributo in genere mensile è possibile ricevere una cassetta di prodotti direttamente al proprio domicilio. In alcuni casi viene offerta la possibilità di effettuare un acquisto singolo.

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Ecco alcuni esempi:

www.cortilia.it : è il più famoso e forse il primo ad essere nato. Offre abbonamenti settimanali o quindicinali e si contraddistingue per la puntualità della consegna al domicilio. La cassetta è composta da frutta e verdura di stagione. Il contenuto può essere controllato e modificato dal sito web. E’ possibile aggiungere prodotti di altre tipologie (formaggi, carne, ecc.) nella cassetta. Si parte da un costo di € 19,00, la spedizione è gratuita e l’eventuale disdetta o sospensione dell’abbonamento non prevede costi aggiuntivi.

http://www.smartfood.bio : stesso principio del precedente. Offre la possibilità di scegliere tra 3 tipologie di cassette (frutta, ortaggi, mista) e 3 diverse dimensioni. Si parte da un costo di € 17,00. Il sito web è molto interattivo e consente di personalizzare in modo puntuale la composizione della cassetta.

Questi servizi non sono ancora attivi in tutta l’Italia, ma è solo questione di poco tempo!

  • Bio Bar:

Il Fast Food è passato di moda. Ora nascono e crescono le catene dei bar di prodotti biologici. Si basano sul concetto di prodotti freschi e naturali da consumare nei vari momenti della giornata: prodotti take away o da consumare direttamente sul posto, dalle centrifughe ai piatti completi.

Juice Bar: una catena italiana in grande crescita presente a Milano (e provincia), Roma, Genova e nei principali aeroporti. Si ispira al concetto “dal produttore al consumatore” e offre prodotti freschi e semplici adatti a ogni momento della giornata. E’ presente un punto vendita anche all’interno dell’Expo, ma a Milano potete facilmente trovarlo anche alla Rinascente, alla Stazione Centrale, Cadorna o in Via Agnello 18. Per tutte le info e gli indirizzi potete consultare il loro sito: http://www.juicebar.it

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Le nuove idee e l’innovazione tecnologica stanno creando tante modalità che ci consentono di riavere ciò che la tradizione ci ha insegnato, ritrovare i sapori dimenticati e condurre uno stile di vita sano. Perché come direbbe Feuerbach “l’uomo è ciò che mangia”.

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