Claudia Casanova - Yoga Mat

Come scegliere il miglior tappetino yoga

La scelta del tappetino yoga (o yoga mat) è fondamentale perché la pratica yoga sia piacevole ed efficace. Quante volte vi è capitato di andare in un centro o in una palestra e non riuscire a fare neanche le posizioni più semplici perché le vostre mani sudate scivolavano via? Ho visto tanti downward facing dog diventare spaventosamente larghi, e personalmente mi è capitato che mani e  piedi scivolassero come in una lastra di burro. Ed è davvero frustrante…! Dato che lo yoga serve a farci stare bene è giusto rimediare fin da subito a questo inconveniente. Oggi risponderò a una delle domande che mi fate più spesso: come scegliere il giusto tappetino yoga?

Come scegliere un tappetino yoga?

Ovviamente non esiste una risposta unica per tutti, la scelta dipende dalle esigenze di ognuno. Ma è importante conoscere gli elementi per poter scegliere nel modo corretto.

I vari yoga mat si differenziano principalmente per:

  • materiale
  • spessore
  • dimensioni

In base a questi tre elementi può cambiare il grip, la tipologia di utilizzo, la facilità di trasporto, il prezzo, ecc.
Il primo passo per scegliere un tappetino yoga è chiedersi quali sono le proprie esigenze, ad esempio:

  • se si ha bisogno di un tappetino da viaggio, facile da trasportare, o di un tappetino standard da utilizzare come mat principale?
  • per che tipologia di pratica yoga servirà il tappetino?
  • quanto si suda praticando?

Il materiale

Esistono tantissime tipologie di materiali (PVC, Sughero, Lino, Cotone, ecc.), e ciò che differenzia principalmente un tappetino yoga da un altro è il materiale che caratterizza la superficie. Per semplificare, prendiamo in considerazione i due materiali attualmente più utilizzati dai big brand:

  • poliuretano
  • microfibra

I tappetini in poliuretano sono caratterizzati da un grip elevato. Sono perfetti quando non si vuole scivolare, sono a prova di sudore e in genere rendono più facile l’esecuzione di alcune pose in cui è richiesta stabilità come handstands, arm balance ecc. Di contro, rendono più complicate le transizioni e gli spostamenti. I piedi e le mani rimangono saldamente ancorati al mat, e risulta difficile scivolare in una spaccata o fare il classico jump back o jump through dell’ashtanga.

I tappetini in microfibra hanno minor grip ma sono molto efficaci per la pratica. La caratteristica principale di questi mat è che più si suda, più i tappetini si inumidiscono e meno si scivola. Sono perfetti per l’hot yoga o per l’estate, ma non solo. Inoltre vengono consigliati per le articolazioni e permettono un flow più agevole nelle pratiche di yoga dinamico. In genere, essendo più leggeri, la superficie in microfibra viene spesso utilizzata nei tappetini da viaggio.

Personalmente sudo davvero poco, e utilizzo questi tappetini principalmente nei mesi più caldi dell’anno o nelle pratiche di power yoga. Quando la microfibra è di alta qualità non ho mai avuto problemi di scivolamento.

Dal punto di vista visivo i tappetini in poliuretano sono in genere monocolore, con qualche incisione nella gomma (es. Liforme, Asanamat PU, Yogi Bare), mentre i tappetini in microfibra sono disponibili in tantissimi colori e fantasie (Nusa, Sugarmat, Asanamat).

Tappetino Yoga Sugarmat - Claudia Casanova
Tappetino Yoga Sugarmat – Claudia Casanova
Tappetino Yoga Liforme - Claudia Casanova
Tappetino Yoga Liforme – Claudia Casanova

Spessore e dimensioni

Lo spessore è spesso una delle caratteristiche che rendono un tappetino da viaggio o meno, in quanto determina il peso e lo spazio occupato dal mat. Nella maggior parte dei tappetini sotto lo strato superficiale è presente uno strato in schiuma, che rende più confortevole la pratica, e alleggerisce urti e movimenti. Lo strato in schiuma può avere spessori diversi.

I tappetini standard hanno in genere uno spessore di 4 mm. Esistono anche tappetini di 6 mm per garantire un maggior comfort e attutire maggiormente gli urti.

I tappetini yoga da viaggio invece hanno spessori che in genere variano da 1 a 2 mm, e spesso è possibile piegarli come se fossero dei semplici panni (senza arrotolarli) in modo da trasportarli più semplicemente in una borsa o in un bagaglio. Praticare su tappetini così sottili può risultare fastidioso, ma spesso si utilizzano sovrapposti ad altri mat.
Ad esempio molti centri yoga durante le classi offrono i tappetini dello studio; alcune persone praticano sovrapponendo il proprio travel mat al tappetino del centro.

Per quanto riguarda le dimensioni in genere sono abbastanza standard. La lunghezza è di circa 1,75-1,85 m e la larghezza circa 60-70 cm. Esistono anche tappetini fuori standard per esigenze particolari (es. maggiore lunghezza).

I tappetini yoga che ho provato

Per quanto riguarda i tappetini in poliuretano, consiglio:
Liforme Standard: link
Liforme Da Viaggio: link
Yogi Bare: link
Asanamat PU

Il Liforme è uno dei tappetini yoga più conosciuti e più visti soprattutto su Instagram. E’ un ottimo mat, specialmente se lo si utilizza come tappetino principale. Il prezzo non è bassissimo ma sono di ottima qualità.
Yogi Bare (in poliuretano) è molto simile al Liforme. Anche in questo caso la qualità è ottima e personalmente lo utilizzo da qualche anno senza vedere nessun segno di cedimento. Il prezzo è più competitivo.

Per quanto riguarda invece i tappetini in microfibra, consiglio:
Nusa Mat: link
Sugarmat: link
Yogi Bare: link
VioYoga: link
Luviyo: link
Asanamat: link

Come brand consiglio anche Reyoga e Manduka. Li conosco meno, ma mi è capitato di provarli in vari studi e sono dei buoni mat, disponibili in modelli diversi in base alle esigenze. Segnalo poi Asanamat, brand italiano, sponsor del Wanderlust 2018 e 2019.

Usate già qualcuno di questi tappetini? Ne avete altri da consigliare? Scrivetemi 🙂 e buona pratica!

Tappetino Yoga Sugarmat - Claudia Casanova
Tappetino Yoga Sugarmat – Claudia Casanova
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