Cardiofrequenzimetro: perché scegliere il sensore bluetooth

L‘importanza di allenarsi con un cardiofrequenzimetro è ormai nota, lo dicono esperti, istruttori e veterani, ed è scritto veramente dappertutto. Ogni allenamento è efficace se si raggiunge la frequenza cardiaca giusta, che non è detto debba essere per forza quella più alta. Anzi è importante che la propria frequenza stia all’interno del range prestabilito per la tipologia di workout che si esegue.

In alcune discipline come ad esempio lo spinning il cardiofrequenzimetro è fondamentale per regolare la resistenza della bike, e poter svolgere tutte le sequenze di allenamento in modo corretto e secondo quanto previsto dal trainer. Se durante una fase di recupero o di riscaldamento si supera il range di frequenza prestabilito, o al contrario se durante la fase di picco dell’allenamento non si arriva alla frequenza desiderata, si rischia di dosare male gli sforzi vanificando i benefici dell’allenamento.

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Se siete all’inizio o se comunque non siete esperti triatleti, probabilmente arriverà presto il momento di dover scegliere un cardiofrequenzimetro da acquistare. L’offerta sul mercato è molto varia: i classici cardio sono dotati di orologio e fascia con sensore cardiaco, con diversi prezzi a seconda delle funzionalità previste e delle marche; in alternativa esistono delle fasce con sensori cardiaci che si collegano via bluetooth direttamente al vostro smartphone.

PERCHE’ SCEGLIERE UN SENSORE BLUETOOTH:

Ad alcuni la presenza dello smartphone durante l’attività fisica infastidisce e preferiscono il classico orologio. Ma se vi piace sfruttare le App per monitorare ogni sforzo ecco perché scegliere la fascia cardio bluetooth:

    • E’ PIU’ ECONOMICA: se comparata a un cardio completo la spesa da sostenere è minore a parità di funzionalità. La fascia Polar H7, una delle migliori sul mercato, ha un costo di listino di € 69,90 ma si trova facilmente a un costo inferiore su Amazon o nei vari negozi di elettronica. Verifica qui il prezzo: Polar H7

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  • TUTTE LE INFORMAZIONI A PORTATA DI MANO: collegare la fascia cardio allo smartphone significa poter utilizzare tutte le App che la supportano. Da Runtastic a Runkeeper, all’applicazione della Polar nel caso in cui acquistaste un prodotto Polar. Troverete sempre un’applicazione specifica per l’attività che dovete svolgere, che rielaborerà i dati registrati fornendovi le informazioni più interessanti per quel tipo di attività. Senza dimenticarsi che nel caso di iOS tutte le App salute comunicano tra di loro, scambiando i dati ad esempio dell’ alimentazione con MyFitnessPal (leggi qui) con i dati dei workout che eseguite.
  • SI CONNETTE A TUTTO: La fascia Polar H7, come tante altre presenti sul mercato, è compatibile con prodotti iOS (dall’ iPhone 4S in poi) e Android (dal 4.3 in poi), e permette di trasferire informazioni molto precise di frequenza cardiaca anche mentre si nuota. Si connette a tutti i device che supportano una trasmissione a 5Hz. Potrete anche correre sui tapis roulant leggendo la frequenza cardiaca direttamente sulla macchina.

QUALI SONO I RANGE DELLA FREQUENZA CARDIACA:

La prima cosa da fare quando acquistate una fascia cardio bluetooth è inserire i dati richiesti nelle app che andrete ad utilizzare. Questi dati serviranno per il calcolo della frequenza massima e per determinare le diverse zone d’allenamento. La frequenza massima varia da persona a persona (anche del 10-15%) e per misurarla in modo preciso sarebbe necessaria una prova da sforzo mirata. Tuttavia spesso si utilizza una formula che calcola un valore di frequenza massima approssimativo usato come riferimento nelle varie sessioni di allenamento:

Frequenza max= 220- età (n. anni)

Non bisogna mai dimenticarsi che nessun cardiofrequenzimetro conoscerà il vostro corpo meglio di voi stessi. Se lo sforzo sembra eccessivo probabilmente quel valore non è corretto. Inoltre ci sono dei giorni in cui ci si sente al top e ci si spinge oltre le frequenze abituali e dei giorni in cui si è particolarmente sottotono. E’ sempre importante ascoltare e conoscere il proprio fisico e regolare l’intensità della propria attività sulla base sia dei dati monitorati che delle sensazioni personali.

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Una volta nota la frequenza massima è possibile ricavare i range percentuali che caratterizzano 4 diverse fasce di allenamento:

50 – 70% Bassa intensità: è il range ottimale per le fasi di riscaldamento e raffreddamento, o per allenamenti a bassa intensità come ad esempio una camminata veloce. Si tratta di un allenamento aerobico, che favorisce il metabolismo dei grassi.

70 – 80% Media intensità: questo è il range di frequenza utilizzato in numerose attività di fitness. E’ una via di mezzo tra la bassa intensità e l’alta intensità, e permette di bruciare sia carboidrati che lipidi. Sono le frequenze ideali per sviluppare resistenza e bruciare calorie.

80 – 90% Alta intensità: è il limite anaerobico, il range in cui il corpo inizia a produrre acido lattico. Si tratta di un livello di elevata intensità ma breve durata. Questa zona cardiaca viene raggiunta generalmente con allenamenti tipo ripetute, in cui si toccano dei picchi di frequenza elevati per pochi secondi.

90 – 100% Massimo Sforzo: è il limite massimo a cui può essere spinto il corpo. Viene raggiunto solo con esercizi specifici e avanzati, ad esempio alla fine di una serie di ripetute. Questa zona inizialmente è difficile da raggiungere, ma con l’allenamento e con esercizi mirati ci si riesce.

Monitorare la frequenza cardiaca è importante; ma solo imparando a leggere e a capire i valori si massimizzano i benefici di ogni attività fisica.

Ecco dove acquistarlo: Polar H7

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